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Sempre mi rallegrano le lettere
quando girovoltano nell'aria
Vanno a moltiplicarsi su di una lingua srotolata,
poi si lanciano sino a toccarmi
con il loro suono
Risuona il mio nome come
un sonaglio, maracas
Pepite d'oro cadute dalla tasca,
sopra ai sassi vanno
tintinnando (i nomi tintinnano)
L'ugola del mattino
si schiarisce le sue corde d'arpa
L'alba è un campanellino e
fa trin trin
Da dietro alla finestra, assente è la mia fata
Ha messo la sua memoria
tutta in un ditale,
sciolta
come zucchero nel latte
Mi guarda e dice: oh bambina
Non è più l'ora questa!
Mettere in fila,
riordinare lettere, dividerle
Contarle, spenderle
sperperarle
Questo è tempo per risparmiarmele!
Svanitella...
impasta alfabeti,
trita vocaboli
e cerca parole
Da dentro alla tasca di un grembiulino
nuovo di zecca, cotone senza macchia,
il suo promemoria tritato tra i denti di uno squalo
La sua bocca è stretta
Bocca di moscherino,
bocca distratta
In un vasetto di marmellata
lei vi ripassa
con le sue dieci dita
Tra gli indirizzi dei dottori,
le cliniche,
le medicine sparpagliate
sopra al letto in una casetta smarrita
ad un indirizzo nuovo
Io sto in una bambolina
dentro alla vetrina,
dietro al vetro di un silenzio
che m'appanna
Oh pulce smemorata
Se tu solo fracassassi
tutti gli specchi delle immagini incomplete!
Tu provassi suonare la mia pelle
Scossa con il suono del mio nome
io saprei di carne pronunciata,
elevata in un esistere da capo -
In un ribattezzarmi